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Il miele ibleo: il nettare degli Dei ai giorni nostri

Certo che Virgilio, Plinio o Columella non si sarebbero mai aspettati che uno dei prodotti, il miele ibleo, da loro tanto decantati nelle Georgiche, nella Naturalis Historia o nel De re rustica, avrebbe continuato a riscuotere così tanto successo fino ai giorni nostri.  Nell’antichità al miele, così come all’ape, era attribuito un valore sacro e un’origine divina, come testimonia ad esempio il mito di Zeus nutrito dal latte della capra Amaltea e dal miele delle figlie di Melisseo,  o quello di Dioniso allevato a miele da una ninfa o ancora di Aristeo, figlio di Apollo e della ninfa Cirene, che insegnò agli uomini l’arte dell’apicoltura. Il miele era anche simbolo di rigenerazione dopo la morte tanto da essere usato nei riti funerari nell’Atene del  V sec. a.C.

Miele Ibleo

Il miele è una sostanza prodotta dalla stretta collaborazione tra le api e i fiori: in cambio di nettare e polline le api favoriscono l’impollinazione delle piante. Il nettare viene aspirato con la ligula dalle api “bottinatrici” dal calice dei fiori e immagazzinato nella “sacca melaria” per trasportarlo poi all’alveare. Qui viene poi passato alle api “operaie” che lo trasformano in miele e lo depositano nelle zone laterali e superiori dei favi. Ventilando sopra i favi, con il loro battere delle ali, le api favoriscono la maturazione del miele permettendo l’evaporazione dell’umidità in eccesso. Detto ciò entra in gioco l’apicoltore che aiuta le api ad accumulare più scorte di quelle indispensabili alla vita dell’alveare per poi sottrarle per la consumazione. In cambio offre una casa, un’arnia e tutto l’aiuto necessario per sopportare il lungo inverno senza problemi. Nel piccolo comune ibleo di Sortino, in provincia di Siracusa, si svolge la più importante manifestazione che ha come protagonista il miele ibleo: la Sagra del miele. La manifestazione valorizza i maggiori prodotti tipici locali a base di miele e le risorse del suo territorio. La produzione annua locale di miele è di circa 100 tonnellate e le arnie utilizzate nel territorio sortinese sono circa tremila.

Miele ibleo

Il primo weekend di Ottobre le stradine del paese si tingono di “oro”, l’aria si inebrierà del profumo dolce della zagara e il ronzio di migliaia di api romperanno per qualche giorno il silenzio di questa laboriosa comunità. Appuntamento questo per degustare il miele ibleo, i dolci e i liquori da esso derivati, sicuramente tra i più buoni d’Italia. La lunga tradizione mielaia dei “fascitrari” (apicoltori) sortinesi succedutesi nelle varie generazioni ha portato alla produzione di una grande varietà di mieli differenti per colore, aroma e cristallizzazione, quali quello di timo, di eucalipto, di zagara oltre che all’onnipresente millefiori. Tra i dolci che si producono durante questi giorni sono sicuramente da assaporare i piretti (biscotti duri di farina e miele con una mandorla dentro), i sfinci (piccole masse di pasta lievitata, poi fritte e condite con miele crudo) e i sanfurricchi (caramelle di miele cotto, lavorato per inglobare aria e indurito, successivamente tagliato in piccoli pezzi). Altro prodotto tipico che potrete trovare tra i banchi dei numerosissimi stand, allestiti lungo tutto il corso principale, è un liquore di miele chiamato “spiritu ri fascitrari” (liquore dei mielai) prodotto per distillazione dell’acqua che deriva dallo scioglimento della cera.

Miele Ibleo

“Piretti” di miele

Ma la Sagra non è solo dolcissime degustazioni di miele e di altri pregevoli prodotti del territorio, ma anche iniziative culturali e tanta musica, spettacoli ed ancora tradizione. E così le antichissime tradizioni nell’attività apicola e nella produzione del miele della piccola Sortino, sono riuscite non solo a conservarsi ma soprattutto a resistere alle non poche difficoltà economiche  alle quali la sua comunità non può sottrarsi.

Per saperne di più: Siciliainfesta.it – Comune di SortinoSagreinfesta.it

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Siciliana DOC. Laureata in Conservazione dei Beni Culturali. Amante della sicilianità in tutte le sue forme espressive. Appassionata di arte, folklore e viaggi. Orgogliosa di essere terrona.

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