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Acitrezza e Acicastello: due perle a due passi da Catania

Ci sono due località vicino alla mia città natale, Catania, cui sono particolarmente affezionata e che mi mancano soprattutto durante la stagione estiva ma dove cerco sempre di ritornare ogni volta che trascorro le mie vacanze nell’isola. Sono Acitrezza ed Acicastello, località marinare che si affacciano sulla riviera dei Ciclopi, così’ definito il tratto di costa della Sicilia Orientale che va da Catania ad Acireale.

Il toponimo “Aci” che compone i nomi delle due località e che caratterizza molti comuni della zona costiera etnea deriva dal nome di un fiume che scorreva nel versante jonico dell’Etna. Ed è proprio in questa zona che prende vita l’antico mito di Aci e Galatea. Secondo il racconto, il gigante Polifemo si invaghì della bella Galatea, figlia del dio Nereo, e ingelosito schiacciò il rivale Aci sotto un macigno. Gli Dei impietositi, trasformarono il sangue del pastorello in fiume per farlo poi sfociare in mare.

Acitrezza quindi, frazione di Acicastello dove Verga ha ambientato “I Malavoglia” e dove è ancora possibile visitare “La casa del nespolo”, la casa della famiglia verghiana.

Acitrezza e Acicastello

Acitrezza e Acicastello. Foto di Gnuckx. Licenza Creative Commons

Quando passeggio sul lungomare e mi fermo al porto mi ritorna in mente il romanzo di questa sfortunata famiglia di pescatori che cerca di far fortuna con un carico di lupini da trasportare con la barca “Provvidenza”. Sembra ancora di essere in quel tempo e il tempo quasi stenta a scorrere. Nei volti degli anziani del paesino quasi rivedi il volto di padron ‘Ntoni (il patriarca della famiglia) i cui proverbi accompagnano tutta la narrazione. I visi degli anziani rugosi e bruciati dal sole testimoniano una vita passata in mare. Ed è la pesca l’attività di questa frazione. E’ meraviglioso osservare di notte le barche illuminate che solcano il mare della riviera. Ancora ripensi a “I Malavoglia” e a Bastianazzo che muore in mare per trasportare il carico. Acitrezza mostra spudoratamente tutte le caratteristiche della piccola località di mare: il profumo, il mercato, le barche , il porticciolo, il pesce. E perdi il fiato quando passeggiando sul lungomare ti fermi ad osservare l’isola Lachea che si staglia davanti e i Faraglioni. Vederli al tramonto è un vero spettacolo; riesci a dimenticare la città e la sua frenesia. Tutto scorre e tu stai lì in silenzio ad osservarli e a respirare quell’odore di mare che ti entra dentro e si appropria di te. L’isola Lachea dal 1898 è stata donata all’università di Catania dal marchese Luigi Gravina a patto che venissero fatti studi e ricerche sulla fauna marina. I Faraglioni sono noti anche con i soprannomi dialettali: i faragghiuni, i faragghiuneddi, gli scogli du zu Janu cioè, di zio Sebastiano (zu Janu di terra e zu Janu di fora), detti così a seconda di dove si metteva a pescare con la sua barchetta un certo Sebastiano Greco agli inizi del secolo scorso. Da non dimenticare, infine, che Luchino Visconti ambientò in questi luoghi “ La terra trema”, ispirato al romanzo di Verga.

Acitrezza e Acicastello

Acitrezza e Acicastello. Foto di Gnuckx. Licenza Creative Commons

Poco prima di Acitrezza, a dieci chilometri da Catania, sorge Acicastello, piccolo comune noto anche con il nome dialettale “Il casteddu di Iaci”. Vetusta è l’aggettivo comune che definisce la cittadina ai piedi della rocca. Furono i Normanni a legare il loro nome a questa rupe inespugnabile su cui sorge il Castello. Questo nel tempo accolse alcuni fra i Re che governarono la nostra Sicilia e fu a lungo dato in feudo nonostante i catanesi fossero contrari a concedere tale gioiello a questo o quel barone. Sotto il mare blu e accanto la piazza principale che d’estate si riempie fino all’alba di turisti e non solo.

C’è una tradizione che accomuna le due località: la granita. D’estate, ancora sonnecchianti e prima di andare al mare, è un rito prendere una fresca granita con la brioche “col tuppo” appena sfornata. Ma questa abitudine tutta siciliana non si limita solo al mattino. I bar e i vari locali la propongono ad ogni ora del giorno quindi perché non concludere la rilassante giornata al mare ad Acitrezza o Acicastello gustando questi prodotti tipici?

Acitrezza e Acicastello

Acitrezza e Acicastello. Foto di Gnuckx. Licenza Creative Commons

Terrone fino al midollo. Amante della cucina siciliana e del buon vino. Adora fotografare qualsiasi cosa e viaggiare in qualsiasi Paese. Sogna di fare il giro della Sicilia in Vespa. Prima o poi ce la farà!
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